Fonti di ispirazione.

Prendo spunto da una conversazione avuta con Daniele, un ragazzo in cerca di ispirazione,  per tornare su un argomento a me caro che è stato affrontato qualche giorno fa, in un altro post e per altre ragioni, nel gruppo di Facebook motoviaggiatore.net.
Uno dei motivi che mi hanno spinto a creare questo blog, un sito web e poi quel gruppo, è stato ispirato dal mio personale percorso di riavvicinamento al mondo delle due ruote. 
Nel 1985, alla nascita del mio primo figlio, abbandonai completamente le moto, per motivi facilmente comprensibili, e solo quando il mio secondogenito nel 2009 divenne maggiorenne, decisi che era giunto il momento di tornare in sella a una moto… ne comprai una, la prima che mi capitò per le mani, una Kawasaki ER/6N, e con quella decisi di tornare a viaggiare.

Si ma… dove? come?

Così iniziai a cercare fonti di ispirazione e la prima la trovai fra le mura di casa. Nel 2008, a 23 anni, mio figlio maggiore decise di andare all’estero in cerca di lavoro ma, prima di trasferirsi a Londra, percorse il Cammino di Santiago, da Saint Jean Pied de Port, sul versante francese dei Pirenei, fino a Santiago di Compostela: 880 km. a piedi in 25 giorni!

Poi, quasi per caso, sul web trovai un ragazzo toscano, partito in moto da casa, anche lui a 23 anni (la stessa età di mio figlio), con una vecchia Transalp e intenzionato a girare il mondo. Quel ragazzo si chiama Gionata Nencini e il suo viaggio è durato quasi 5 anni; poi, mentre leggevo delle sue vicissitudini, mi sono imbattuto in un altro personaggio, questa volta una ragazza che, lasciatasi alle spalle la famiglia, un lavoro, una casa e tutto ciò che rappresenta la sicurezza delle persone normali, ha spedito la sua moto in sud America per un viaggio che doveva durare qualche mese e che invece è durato due anni, dalla Terra del Fuoco fino in Alaska. Quella ragazza si chiama Miriam Orlandi e ha raccontato questa sua avventura in un bellissimo libro che consiglio a tutti di leggere.

Seguendo sempre questa scia, mi sono imbattutto in quello che poi scoprirò essere un veterano dei viaggi in moto, Italo Barazzutti e i suoi fantastici viaggi verso est con la sua Honda Gold Wing, anche questi descritti nei suoi libri (Sulla via della Seta è bellissimo), e ho notato che, all’origine delle loro loro scelte c’erano quasi sempre le stesse motivazioni, le stesse che stavano spingendo anche me verso quel mondo fatto degli stessi sogni ma, più di ogni altra cosa, caratterizzato dalla determinazione nel voler dare corpo a un desiderio interiore di sapere, di conoscere, di andare a vedere cosa c’è oltre la linea dell’orizzonte e, una volta arrivati, spingersi ancora più in la.
Il coraggio, il tempo, i soldi, il lavoro, il mezzo e tutto il resto sono solo scuse che raccontiamo a noi stessi per prendere tempo, per non fare; è la determinazione quella che ci porta a realizzare qualcosa, la stessa che un giorno ha spinto ognuno di noi a pronunciare la frase che è anche il titolo del libro di Miriam: Io Parto!
Ma la vera spinta finale la trovai in un ragazzo romano, Daniele Cossu, appassionato di moto, che un giorno comprò una vecchia moto, la riaggiusto e partì per la Mongolia, così come tanti escono di casa e vanno a comprare le sigarette. Quella fu la classica goccia che fece traboccare il vaso; quella fu la ragione per cui, con la Kawasaki, andai all’Elefantentreffen, contro il parere di tutti quelli che mi dicevano che non ci sarei mai arrivato (o tornato) ma che, con le loro moto perfette per ogni cosa, non avevano mai neppure provato a uscire dai limiti di provincia. Oggi Daniele è sceso dalle moto per le stesse ragioni per cui io feci una scelta analoga nel 1985 e magari, quando deciderà di tornare a viaggiare, le sue fonti di ispirazione saranno quelli che avranno seguito noi che abbiamo seguito loro, e così via.
Per concludere, personalmente trovo di grande soddisfazione sapere di essere fonte di ispirazione per altri che, leggendo delle esperienze di chi li ha preceduti, un giorno troveranno la stessa determinazione e riusciranno a pronunciare anche loro la stessa frase: Io Parto!

Ed è più facile farlo che scriverlo.

Buona strada a tutti.
 

4 pensieri riguardo “Fonti di ispirazione.

  • 16 Marzo 2014 in 10:26
    Permalink

    Sono d'accordo con te. Non ho mai compiuto un viaggio “vero” in moto, ma la uso tutto l'anno, ancor di più, da quando ho letto il resoconto del viaggio fatto a Dicembre, destinazione Mosca, da Alessandro WizzinWiaggio, ho capito che il freddo delle nostre parti, rientra in una delle pippe che ci raccontiamo per non usare la bimba, a maggior ragione, visto che lui, wiaggia con una moto come la mia. E per tornare all'argomento del tuo intervento, sto cominciando a pensare davvero a fare qualcosa di serio con la moto. Buona strada.

  • 16 Marzo 2014 in 10:26
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    Sono d'accordo con te. Non ho mai compiuto un viaggio “vero” in moto, ma la uso tutto l'anno, ancor di più, da quando ho letto il resoconto del viaggio fatto a Dicembre, destinazione Mosca, da Alessandro WizzinWiaggio, ho capito che il freddo delle nostre parti, rientra in una delle pippe che ci raccontiamo per non usare la bimba, a maggior ragione, visto che lui, wiaggia con una moto come la mia. E per tornare all'argomento del tuo intervento, sto cominciando a pensare davvero a fare qualcosa di serio con la moto. Buona strada.

  • 23 Aprile 2014 in 12:00
    Permalink

    Concordo al 100℅… una volta ho letto questa frase “ci sono due tipi di persone: quelli che cercano una scusa e quelli che trovano una ragione” per fare qualcosa, aggiungerei… 😉

  • 23 Aprile 2014 in 12:00
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    Concordo al 100℅… una volta ho letto questa frase “ci sono due tipi di persone: quelli che cercano una scusa e quelli che trovano una ragione” per fare qualcosa, aggiungerei… 😉

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