In viaggio con papà.

“A volte non tutti i mali vengono per nuocere”, così recita un proverbio popolare e spesso ciò corrisponde esattamente alla realtà.

Per una serie di circostanze, sono riuscito a trascorrere le vacanze estive in compagnia di uno dei miei due figli, Alessandro, il maggiore (il minore, Federico, purtroppo non ha potuto per impegni di lavoro).

Insieme abbiamo deciso di recarci in Puglia in moto ma, questa volta, abbiamo deciso di farlo come turisti e non, come solitamente avviene, per tornare a casa a trovare i parenti. Per realizzare il viaggio abbiamo inoltre deciso di non percorrere neppure un km. di autostrada, dirigendoci a sud seguendo la dorsale appenninica che attraversa tutto il centro sud Italia. Un itinerario che, partendo da Fano, e passando per Camerino, Matelica e Castelluccio di Norcia, ci ha condotto fino a Taranto attraverso località oggi distrutte dal terremoto del 24 agosto scorso, ma anche, ironia della sorte, a L’Aquila, le cui cicatrici del terremoto del 2009 sono purtroppo ancora ben visibili, e ne conosco ogni segno per esserci stato in missione per ben 4 volte come vigile del fuoco.

0054

Lo spettacolo che offre il nostro paese e i suoi angoli, spesso, meno conosciuti hanno reso il nostro viaggio divertente e interessante e l’idea di tornare nella nostra città d’origine, Taranto, come turisti ci ha dato l’occasione di vederla in un’ottica completamente differente. Visitare il Museo Archeologico è stato il momento clou ed è stato come fare un tuffo in un lontano e grandioso passato, al tempo in cui la città era una delle polis più potenti della Magna Grecia.

Trascorrere un po’ di tempo con i nostri parenti e amici è stato come rigenerarsi. Il calore, l’affetto, i sapori, gli odori, sono elementi che compongono un quadro che portiamo dentro da un ritorno all’altro, in attesa che gli elementi del quadro tornino ad essere reali e tangibili, prima di tornare ad essere ricordi cari, in attesa di materializzarsi nuovamente la volta successiva, e così via.

Il ritorno è stato altrettanto entusiasmante con l’andata, sempre seguendo la dorsale appenninica ma con un leggero spostamento verso ovest  e una sosta a Melfi, per poi risalire l’Italia passando per Antrodoco, le cascate delle Marmore e il lago di Piediluco, la  S.P. 209 della Valnerina e, infine, dirigendoci verso Fano seguendo il tracciato della antica via Flaminia.

Al termine del viaggio, durato complessivamente 10 giorni, abbiamo attraversato Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Lazio. Un vero è proprio “Tour del sud Italia” che ci ha regalato immagini, emozioni e ricordi che, come sempre, ognuno porterà dentro di se.

Namasté.