Appunti di viaggio – Asia Minore (2).

In antichità Efeso deve essere stata una città meravigliosa.

A Efeso sorgeva una delle 7 meraviglie dell’età classica: il Tempio di Artemide! ma se sperate di vederne i resti rimarrete profondamente delusi: tutto quello che resta della sua magnificenza, ai giorni nostri è una solitaria colonna sulla quale nidificano gli aironi. Per contro, la città conserva resti imponenti della polis tra cui spicca la famosa biblioteca di Celso, il teatro, i resti dell’agorà e gli scavi di un pre-esistente insediamento di età micenea.

All’apice della sua grandezza Efeso era un importante centro ellenico dell’Asia minore che contava 50mila abitanti e, visitandone i resti imponenti, mi è venuto spontaneo domandarmi come doveva essere la mia città natale, Taranto, che al culmine della sua importanza fra le città della Magna Grecia, contava ben 100mila abitanti, un perimetro murario di ben 9 miglia, la tomba dell’unico atleta noto non greco osannato alle Olimpiadi e importanti centri di manifattura dell’oro e del bisso da cui si estraeva il color porpora, molto ricercato anche in epoca romana, ma delle cui imponenti vestigia non resta quasi nulla se non qualche sparuto manufatto. Per fortuna c’è il MarTA (Museo Archeologico di Taranto) che ne conserva importanti reperti a testimonianza di un così grande passato.

Nei due giorni trascorsi a visitare gli scavi archeologici e la città nuova, oggi chiamata Selçuk, ho avuto modo di gustare lo squisito arrosto di montone, accompagnato da contorni vari, e dalla ottima birra locale, la Efes. Il consumo di bevande alcoliche non è vietato per i turisti purché vengano rigorosamente consumate all’interno del ristorante o, se all’aperto, avvolte in un cartoccio che ne celi il contenuto. Contrariamente a quello che credevo, questo non è dovuto al fatto che l’Islam vieta ai fedeli il consumo di alcoolici, quanto alla reputazione del locale che, nel mentre si trova a soddisfare le richieste dei turisti, cerca anche di preservare la propria immagine verso i propri concittadini. Comunque anche la pizza turca regge il confronto con la nostra.

La partenza verso est avviene di mattina molto presto, la meta successiva è la Cappadocia con i suo camini delle fate e le sue abitazioni scavate nella pietra e ci sono oltre 1000 km da percorrere nel cuore dell’Anatolia. Lungo la strada mi fermo diverse volte per scattare foto e mentre sto scattando una di queste nei pressi di un lago, vedo dei militari che si precipitano verso di me agitando le armi con fare minaccioso. Intuisco che sto fotografando qualcosa che non dovrei, anche se non vedo cosa, ma decido di non aspettare l’arrivo dei soldati per capirlo; moto in sella e riparto sperando che non mi sparino.

[continua…]