La lettura è cultura.

Il post su FB di una cara amica d’infanzia ha risvegliato lontani ricordi nella mia memoria.

Nella mia casa i libri sono sempre stati una presenza costante, molto, molto nutrita ma mai ingombrante. Libri di ogni genere, dalla letteratura alla filosofia, dalla narrativa alla storia, dai testi scolastici per ogni livello di istruzione agli atlanti geografici sui quali cercare le rotte percorse dal nonno Franco, durante la Seconda Guerra Mondiale e nel corso di oltre 30 di navigazione con la marina mercantile intorno al globo terrestre. E poi tre diverse collezioni di libri per ragazzi, tra cui quella di Reader’s Digest, che coprivano tutto il panorama di letture per ragazzi dalla prima infanzia fino all’adolescenza. E come non menzionare le fiabe che iniziavano con una registrazione vocale e la caratteristica musichetta di “A mille c’è ne….”; molti di quelli della mia età le ricorderanno sicuramente.

Mi hanno insegnato a leggere presto e ho cominciato a divorare libri come se non ci fosse un domani. Il primo libro che sono riuscito a leggere da solo è stato Le Avventure di Robinson Crusoe seguito poco dopo da Ivanhoe, due letture che, su un corredo genetico già fortemente caratterizzato dall’indole del viaggiatore, hanno acceso le mie fantasie di bambino prima e di adolescente dopo, alimentate in seguito da altre letture come I Pirati della Malesia, Robin Hood, Le Avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Finn, tanto per citarne alcune. E come non ricordare le collezioni di fumetti di mio padre tra cui Tex Willer, Blek Macigno, L’Uomo Mascherato e Dick Fulmine.

Più avanti negli anni, a parte i libri di storia e letteratura, di latino che ho avuto la fortuna di studiare, e quelli di lingua straniera, i testi di scuola non li ho mai apprezzati (studiati!) molto, però leggevo, leggevo e leggevo qualunque altra cosa. Iniziavo un libro e non smettevo finché non lo finivo, poi ne iniziavo un altro e così via. Crescendo ho iniziato a leggere di tutto, anche libri che a quei tempi sembravano avere poca o nessuno attinenza con il mio quotidiano ma che in seguito si sono rivelati un’indispensabile fonte di conoscenza, anche se ancora non lo sapevo. Diritto sindacale, diritto penale, scienze geologiche, psicologia, logica, scienze della comunicazione e, più tardi, anche chimica, fisica e meccanica, tutte materie che a scuola non erano state fra le mie preferite (la prima meno di tutte!) ma che in seguito hanno rappresentato le basi fondamentali teoriche della mia professione.

Ancora oggi, quando so di dove affrontare una lunga attesa o di dover stare a lungo in un luogo senza poter svolgere nessun’altra attività, l’unico modo che conosco per non annoiarmi è leggere. Un libro, una rivista, un quotidiano, un fumetto qualunque cosa tranne i giornali di gossip!!!! piuttosto preferisco girarmi i pollici…

Insomma,  i libri sono stati una presenza costante in tutta la mia vita fin dall’infanzia. E ancora continuano ad esserlo perché, in fin dei conti, leggere è come viaggiare usando la fantasia come mezzo di locomozione.

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro” [Umberto Eco].

Namasté.

p.s.: se amate leggere e vi trovaste a passare da Trani non potrete fare a meno di visitare La Biblioteca di Babele

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.