Dove il cuore trova pace.

Per una serie di ragioni, nella mia famiglia sono cresciuto senza sentirmi confinato all’interno di uno spazio predefinito.

Ci sono luoghi a cui tutti sono legati dai ricordi e ai quali si può essere affezionati ma mi hanno insegnato che una casa è solo un posto in cui trovi riparo, un tetto e del cibo; una città o un paese sono solo una località in cui risiedi, stabilmente o occasionalmente; una nazione è solo una parte del mondo in cui sei nato, in modo del tutto accidentale, e i confini sono solo delle linee immaginarie che l’uomo ha disegnato su un pezzo di carta per mettere una barriera fra se e i suoi simili.

A me hanno insegnato che casa è un concetto, uno stato d’animo, un’idea, non un posto o un luogo delimitato da muri, porte e finestre. Casa è ovunque senti intorno a te il calore delle persone che ami e che ti amano; è ovunque senti il cuore in pace, lo spirito libero, l’anima leggera. Può essere in un posto qualunque, basta solo saper ascoltare il proprio cuore.

Nel corso della mia vita ho avuto occasione di viaggiare molto e, ovunque mi trovassi, mi sono sentito sempre a mio agio ma, benché prestassi sempre sempre molta attenzione, non ho sentito nulla venire dal cuore, se non l’emozione che prova qualunque viaggiatore. Tranne in due occasioni.

La prima volta in cui ho sentito il cuore dirmi “qui sei a casa tua” è successo in Albania. Mi è sembrato di appartenere a quei luoghi, a quella gente, a quella storia e mi sono sentito talmente tanto a mio agio che era come se fossi in giro per la terra dalla quale provengo.

La stessa cosa mi è capitata quando sono stato in Marocco per la prima volta: era come se finalmente mi trovassi nel posto in cui desideravo stare fin da quando ne avevo memoria e li mi sono sentito a casa, finalmente in pace.

Non so perché è successo ne come, non saprei neppure spiegarlo e faccio fatica anche a descriverlo. Saranno forse i ricordi di qualche vita precedente o l’istinto ancestrale o un marker genetico, ma è successo.

E fino ad oggi non è successo in nessuno di tutti gli altri luoghi che ho visitato ma, probabilmente, succederà ancora. Anzi, spero che accada nuovamente per due ragioni: primo, perché quando accadrà vorrà dire che ho ancora il privilegio di poter viaggiare per il mondo; secondo, perché questo mi consentirà di sentirmi un cittadino del mondo.

Ovunque sia questo luogo.

Namasté.