Non è una questione di etnia.

Il cane che una settimana fa ha tentato di aggredire il mio e ha morso me, appartiene a una ragazza italiana, senza fissa dimora. Da quello che sono riuscito a sapere, non lavora e non è dato sapere come si mantiene ne come garantisce il mantenimento del suo cane; vive in una roulotte sgangherata di pochi metri quadrati, collocata in un parcheggio comunale riservato alla sosta per camper, senza luce, acqua e servizi. Quando lei è li, il cane è legato all’aperto a un cerchione del veicolo con un pezzo di corda. Mi hanno detto che per sostare in quel parcheggio ha un permesso del comune ma non so se, ad esempio, paga regolarmente le tasse per la raccolta dei rifiuti o per l’occupazione di suolo pubblico, “potrebbe” non essere affar mio (ma di fatto lo è!). Dai documenti risulta nata in una regione diversa e residente fuori dalle Marche ma, benché identificata, dalla sera dell’incidente si è resa irreperibile alla polizia locale e al servizio veterinario, impedendo di poter verificare se il cane è registrato all’anagrafe canina ma, soprattutto, se è in salute e se risulta in regola con le vaccinazioni obbligatorie.

Due anni fa, per poter adottare un cane dal canile, una volta individuato l’esemplare (un meticcio border collie/maremmano di circa tre mesi), TUTTA la mia famiglia ha dovuto sostenere due colloqui a distanza di una settimana l’uno dall’altro, finalizzati ad accertare l’integrità e l’idoneità di tutti i componenti del nostro nucleo a convivere con il cucciolo; poi hanno voluto sapere se eravamo economicamente in grado di poterlo mantenere, se eravamo in grado di poterlo accudire e se disponevamo di spazi sufficientemente adeguati a ospitarlo. Al momento della consegna il cane c’è stato affidato – obbligatoriamente – microchippato e vaccinato, in più ci è stato imposta la registrazione all’anagrafe canina del comune di residenza e abbiamo dovuto garantire che il cane, una volta con noi, sarebbe stato sottoposto a tutte le profilassi obbligatorie, cosa alla quale abbiamo correttamente adempiuto. Di nostro ci abbiamo messo l’assicurazione per eventuali danni a terzi e un controllo pressoché costante tramite l’uso del guinzaglio, sempre e ovunque in aree pubbliche, nonché 10 sedute con un’educatrice. Nonostante tutto questo, circa una settimana fa abbiamo ricevuto un controllo da parte dell’affidatario, e questo solo perché sanno dove rintracciarci.

E’ andata bene come è andata ma avete una pallida idea del danno – anche sul piano economico – che ne avrebbe ricevuto la mia famiglia se quel cane, sicuramente privo di assicurazione, appartenente a un “senza reddito” e per di più irreperibile, mi avesse ferito seriamente o se mi avesse anche solo danneggiato un paio di tendini o qualche nervo, riducendo la mia capacità lavorativa?? E, visto che non si può verificare lo stato di salute, se mi trasmettesse qualche infezione?? Intanto ho dovuto (ri)fare il vaccino per il tetano e, se non sarà rintracciato, dovrei fare la profilassi contro altre malattie trasmissibili.

E tutto questo perché da alcune categorie di cittadini lo stato vuole sapere anche quante volte vanno al cesso in un giorno, mentre di altri se ne sbatte tranquillamente i coglioni.

 
Il discriminato sono io, non gli “altri”.