Il turismo è una vocazione.

L’Italia è un paese meraviglioso: mare, montagna, fiumi, laghi, arte, storia, archeologia e chi più ne ha più ne metta.

Abbiamo un potenziale enorme sul piano turistico ma – ahimé – non abbiamo l’indole turistica, o meglio, la mentalità ricettiva. Ci sono posti rinomati provvisti di tutti i confort e di ogni tipo di struttura ricettiva ma, spesso, dai costi esagerati. Con quello che si spende qui da noi per un intero week end in una località di villeggiatura appena sopra le righe, prendendo due lettini e un ombrellone, due pranzi e due cene di buona cucina, al di la dell’Adriatico ma anche in Francia o in Spagna si possono trascorrere un paio di settimane, e forse più.

Questo perché appena fuori dai confini nazionali, esiste un pluralismo di offerte di alloggio che qui da noi non esiste e non prende piede. Giusto per restare ai paesi che si affacciano sugli stessi mari, in paesi come Francia, Spagna, Croazia, Montenegro, Bosnia, Albania, Grecia esistono strutture a portata di ogni tasca, dal campeggio comunale agli alberghi di lusso. Questo favorisce la mobilità turistica a corto raggio ma anche quella a lungo raggio per chi, volendosi muovere in bicicletta o in moto per risparmiare, con tenda e sacco a pelo trova alloggio a partire da 5 euro per notte, luce, acqua e servizi igienici compresi.

Per dare un’idea, guardate le due foto qui sotto: nella Foto 1 sono indicati il numero di camping disponibili nell’area del Parco dei Colli Euganei, da Monselice a Padova; nella Foto 2 sono indicati i camping disponibili in Francia in un’area della stessa grandezza, nella regione del Parco del Vercors, da Serres a Grenoble.

       

Le immagini parlano e si commentano da sole. In buona sostanza, se volessi trascorrere un weekend andando in bici lungo la riviera del Brenta, tutto quello che risparmierei di benzina lo spenderei in strutture ricettive.

E niente, fa già ridere – o piangere – così.