La Zingarata: quando arriva, arriva!

Cominciamo col dire che la Zingarata non è un motoraduno, non è un evento, non è una manifestazione, ne un festival, ne un meeting!! Ma allora cos’è?? Non trovo modo migliore per definirla se non citando le parole del Perozzi [Philippe Noiret], tratte dal primo film ‘Amici Miei’:

“Questa è la zingarata: una partenza senza meta e senza scopi, un’evasione senza programmi che può durare un giorno, due o una settimana. Una volta, mi ricordo, durò venti giorni, salvo complicazioni”.

Quindi è, più che altro, uno stato d’animo, un attimo di gioia, un momento di grazia da condividere con gli altri, persone che la pensano allo stesso modo. La Zingarata vide le sue origini nel 2008 ad opera di quattro amici che avevano girato il mondo, o buona parte di esso e da allora viene riproposta ogni anno, sempre con la stessa formula: in un luogo diverso, in una data definita quasi agli ultimi giorni, a contatto con la natura e con gli unici supporti logistici rappresentati dalle provviste alimentari che ognuno porta con se e mette in condivisione con gli altri, e da una tenda e un sacco a pelo per la notte (ma c’è anche chi dorme all’addiaccio con un semplice tarp).

I partecipanti alla Zingarata si riconoscono, sono Cente Ciusta, individui ciovani (nell’anima più che all’anagrafe) che sanno interpretare lo spirito dell’incontro (veni, vidi e non rumpi i cugghiuni), lo sentono proprio come uno stile di vita. Nei tre giorni della sua durata si snocciolano racconti e aneddoti di viaggio da raccontare intorno al fuoco ma anche storie di vita vissuta, il tutto accompagnato da prelibatezze e specialità culinarie provenienti da varie parti d’Italia, annaffiate da diverse qualità di vini che farebbero invidia alle cantine dei migliori ristoranti. Al termine ci si saluta e ognuno riprende la sua vita, riproponendosi di vedersi l’anno successivo.

Quindi se vi sentite ciovani, se pensate di far parte della ristretta cerchia della Cente Ciusta, non prendete impegni: la Zingarata incombe!